Commercialisti e intelligenza artificiale

AI per commercialisti - come i professionisti fiscali usano l intelligenza artificiale

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La mia intervista a Paolo Merzek

Quando ho invitato Paolo Merzek per una live sul mio canale, sapevo che sarebbe stata una conversazione illuminante. Paolo non è il classico commercialista che trovi su LinkedIn. È uno dei pochi in Italia che dal novembre 2022 appena uscito ChatGPT ha iniziato a sperimentare l’AI nel suo studio.

Ma quello che mi ha fatto particolarmente piacere è che durante la chiacchierata è venuta fuori anche un’informazione preziosa per molti: sì, puoi aprire partita IVA rimanendo dipendente (fino a 35.000€ di RAL). Una possibilità concreta che molti non conoscono ma che per me è risultata determinante per la mia carriera.

In questa intervista di oltre un’ora, abbiamo esplorato come un commercialista usa davvero l’intelligenza artificiale nel quotidiano. E i risultati? Beh, lascia che ti racconti cosa è emerso.

La domanda scomoda che nessuno fa (ma tutti pensano)

“Ma non c’è il rischio che qualche cliente non digitale pensi: cavolo, Paolo utilizza l’intelligenza artificiale? Che commercialista è, magari fa tutto con l’AI?”

Gliel’ho chiesto a bruciapelo, perché è quello che molti professionisti temono. La sua risposta mi ha colpito: “La gente mi contatta direttamente, c’è sempre una consulenza continua. L’AI mi aiuta a dare informazioni, ma il lato umano, quello di spiegarti le cose, c’è sempre. È come avere un praticante vicino.”

E poi ha aggiunto un dettaglio importante: fino a poco tempo fa ChatGPT sbagliava ancora il limite del forfettario, indicando 65.000€ invece di 85.000€. “Lì interviene il professionista che dice: aspetta, attenzione.”

Il caso del business plan che dimostra cosa si può fare

Durante la live, Paolo mi ha raccontato di una cliente disperata. Il suo centro di onicotecnica era in costruzione, serviva urgentemente un business plan per la banca, e il precedente commercialista l’aveva abbandonata.

Normalmente? Settimane di lavoro.

Con l’AI? Ecco cosa ha fatto Paolo:

  • Ha creato un questionario personalizzato con ChatGPT per raccogliere le info
  • Ha fatto l’analisi di mercato del settore (all’epoca non c’era ancora Perplexity)
  • Ha generato le formule Excel complesse (tipo quella dell’IRPEF a 4 scaglioni)
  • Ha completato tutto in tempi record

Il risultato? Due giorni dopo la cliente lo chiama: “La banca ha detto che è tutto a posto, domani mi danno i soldi.”

Questo è esattamente il tipo di caso pratico che dimostra come si può integrare l’AI nel lavoro professionale.

La rivelazione su Notebook LM che conferma l’approccio pratico

“Qual è lo strumento che utilizzi di più?” gli ho chiesto, curioso di sapere le sue preferenze.

“Notebook LM, senza dubbio. Quasi alla pari con ChatGPT.”

Mi ha spiegato che carica le istruzioni del modello 730 (180 pagine!) e quando un cliente chiama con domande tipo “Posso scaricare il biglietto dell’autobus?”, invece di cercare manualmente, interroga Notebook LM che risponde in 10 secondi indicando esattamente dove ha preso l’informazione.

E qui mi è venuta un’idea in diretta: “Ma potresti creare un chatbot condiviso per i tuoi clienti! Uno per i forfettari, uno per le SRL…”

Paolo ha subito colto: meno chiamate ripetitive, più tempo per consulenze di valore. È questo l’approccio che funziona.

L’automazione accessibile a tutti (ma pochi la usano)

Paolo usa Make per crearsi una newsletter automatica personalizzata. Ogni settimana riceve su Telegram le novità fiscali dai siti istituzionali, già elaborate e riassunte. “È come avere un assistente che legge per te,” mi ha detto.

Ma la chicca è Bricks, che applica l’AI a Excel. Mi ha raccontato di un medico con ottimo reddito che arrivava sempre a giugno senza soldi. Ha caricato l’estratto conto in Bricks e in pochi minuti aveva una dashboard con le 5 categorie principali di spesa.

“Il cliente mi ha detto: non sapevo di avere questi abbonamenti attivi e neanche li uso!”

Questo è aiutare davvero le persone, non solo fare numeri.

L’informazione sulla partita IVA che mi ha fatto piacere condividere

A un certo punto, parlando del mio percorso (17 anni da dipendente prima di buttarmi), mi ha fatto piacere che sia venuta fuori questa informazione importante: puoi aprire partita IVA rimanendo dipendente se:

  • Non c’è concorrenza tra le due attività
  • E fatturi massimo 35.000 euro

“Molti non lo sanno,” conferma Paolo. “Pensano di dover scegliere: o dipendente o partita IVA.”

Ho raccontato del mio amico che non lo sapeva. Quante persone potrebbero testare la loro idea imprenditoriale senza mollare tutto? È una di quelle informazioni pratiche che possono fare la differenza.

La situazione attuale: si può fare, ma serve consapevolezza

Quando ho chiesto come vedono l’AI gli altri commercialisti, la risposta è stata chiara: “Ho proposto formazione sull’AI a uno studio più grande. La risposta? Lascia perdere, non è il tuo campo.”

Durante la live, Giampiero ha commentato: “La maggior parte dei commercialisti ha un atteggiamento di rifiuto verso l’AI, mentre l’Agenzia delle Entrate già da tempo la utilizza.”

Non è una questione di impossibilità, è che molti non sanno che si può fare o come farlo. Ma per chi si informa e sperimenta, le opportunità sono enormi.

Gli strumenti concreti che funzionano davvero

Durante l’intervista ho approfondito i tool che Paolo usa quotidianamente:

  • Notebook LM: per interrogare documenti fiscali (180 pagine in 10 secondi!)
  • Bricks: ChatGPT applicato a Excel (analisi finanziarie immediate)
  • Make: automazioni e newsletter personalizzate
  • Notion: banca dati di idee e contenuti
  • Gamma: per creare presentazioni quando fa formazione

E la chicca? È abbonato a Perplexity tramite Revolut Metal (€13/mese) – un trucco che condivido spesso: oltre a Perplexity Pro ottieni NordVPN, Picsart e altri servizi.

La lezione pratica di questa intervista

Dopo oltre un’ora di conversazione, il messaggio è chiaro: usare l’AI come commercialista non solo si può fare, ma chi lo fa già sta ottenendo risultati concreti.

Paolo lo dimostra ogni giorno: usa l’AI per eliminare il lavoro ripetitivo e concentrarsi su quello che conta. Non ha paura che l’AI lo sostituisca perché sa che il valore sta nell’interpretazione, nell’esperienza, nel capire cosa c’è dietro una domanda apparentemente semplice.

Come ha detto durante la live: “È come quando è uscito internet. Tutti dicevano: ora c’è tutto online, chi ha bisogno del consulente? Eppure siamo ancora qui.”

Se sei un professionista e stai ancora guardando l’AI con sospetto, questa intervista dovrebbe farti capire che si può fare. Non si tratta di diventare tecno-entusiasti, ma di usare strumenti che possono moltiplicare il valore che offri.

E se sei un dipendente che sogna di mettersi in proprio? Ora sai che puoi iniziare a testare la tua idea senza mollare tutto. Si può fare, ma molti non lo sanno.

A volte le conversazioni migliori sono quelle che fanno emergere informazioni pratiche e utili. Questa è stata una di quelle.

Vuoi rivedere l’intervista completa? La trovi sul mio canale YouTube e nel podcast “Cronache di Intelligenza Artificiale”. E se vuoi seguire Paolo, lo trovi su LinkedIn come Paolo Merzek e su YouTube con contenuti su fisco e AI.

Trasparenza

Ho scritto questo articolo basandomi sulla mia esperienza diretta e su ricerche approfondite con Deep Research di ChatGPT e Perplexity. Ho usato Claude per la strutturazione SEO e Nano Banana per le immagini. Ogni informazione e stata verificata personalmente prima della pubblicazione.


Articolo scritto con il supporto dell’intelligenza artificiale, sotto la mia supervisione. La responsabilità di quello che leggi è mia.