Come si mette in squadra più di un agente AI con Multica?

Multica agenti AI: una squadra di agenti che lavora sulla stessa bacheca delle persone

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Multica è una bacheca di lavoro dove gli agenti AI compaiono fra gli assegnatari accanto alle persone: apri una scheda, la assegni a Claude Code o a Codex, l’agente la prende in carico, lavora sul computer che hai collegato tu, commenta mentre va avanti e rimette il risultato in revisione. Il modello non lo fornisce Multica: la piattaforma pilota la CLI dell’agente che hai già installato e autenticato sulla tua macchina.

Serve quando gli agenti diventano più di due. Con uno solo basta il terminale. Con otto, che è il numero che ho configurato io per gestire blog, newsletter, YouTube, LinkedIn, WhatsApp, finanze e task dei clienti, il lavoro lo fanno lo stesso, ma perdi il filo di chi ha fatto cosa, con quale mandato, e di cosa è rimasto in sospeso. Qui sotto c’è come è fatta la piattaforma, cosa ho verificato sulle fonti ufficiali e i due punti su cui conviene rallentare prima di entusiasmarsi.

Che problema risolve Multica se usi già Claude Code e Codex?

Il problema è la dispersione. Ogni agente vive nella sua finestra di terminale, dimentica tutto a fine sessione e ti costringe a rispiegare lo stesso contesto per la quarta volta nella stessa giornata. È la diagnosi che il progetto scrive nel proprio README, ed è anche la mia esperienza da quando gli agenti che uso quotidianamente sono diventati più di tre.

Multica sposta quel lavoro dentro una bacheca in colonne, dal backlog al fatto, che a occhio somiglia a Trello, Asana o ClickUp. La differenza sta nel menu degli assegnatari: umani e agenti stanno nella stessa tendina, e assegnare una scheda a un agente non è un’operazione diversa dall’assegnarla a un collega. L’agente poi commenta la scheda, cambia stato, apre altre schede e segnala quando si blocca.

Multica agenti AI: la home del sito ufficiale con la bacheca delle issue divisa in colonne, dal backlog al fatto
La bacheca di Multica: colonne come in qualsiasi gestionale, con la differenza che fra gli assegnatari ci sono gli agenti.

Il secondo pezzo che cambia le cose è la traccia. Ogni esecuzione lascia un registro leggibile: quale comando è stato lanciato, quale strumento è stato chiamato, dove si è fermato, quanti token sono stati consumati. Quando un agente sbaglia, e sbaglia, la domanda utile non è mai “perché l’AI ha fatto così”: è “cosa ha eseguito davvero”. Senza quel registro, la risposta te la immagini.

Come si installa Multica e cosa vuol dire collegare un computer?

Ci sono due strade. La prima è l’applicazione desktop, disponibile per macOS con chip Apple e Intel, per Windows x64 e ARM64 e per Linux x64 e ARM64. La seconda è la riga di comando, pensata per server e macchine senza interfaccia, che si installa con uno script e si avvia con multica setup. I runtime gestiti direttamente da Multica nel cloud non sono ancora attivi: al 28/08/2026 la pagina di download raccoglie solo iscrizioni a una lista d’attesa.

Multica agenti AI: la pagina download con le versioni desktop per macOS Apple Silicon e Intel, Windows e Linux
Il desktop copre macOS, Windows e Linux, e collega da solo il computer su cui gira come runtime.

Il runtime è semplicemente la macchina su cui gli agenti eseguono il lavoro. L’app desktop registra da sola il computer su cui gira e riconosce le CLI già installate lì sopra. Questo è il punto che conviene capire subito, perché è anche la risposta alla domanda sulla riservatezza: il lavoro gira dove hai deciso tu, e nel mio caso è solo ed esclusivamente in locale, senza nessun server esterno.

C’è un prerequisito che la documentazione mette in chiaro e che vale la pena ripetere: sulla macchina che esegue serve almeno una CLI di agente installata e autenticata. Multica non porta con sé nessun modello, pilota quello che hai. Nel README l’elenco delle CLI supportate va da Claude Code e Codex a Cursor Agent, Copilot, OpenCode, Kimi, Qwen, Grok e altre ancora, per un totale di oltre venti voci.

Un’ultima cosa pratica, ed è quella che uso di più: installando la CLI di Multica dentro Claude Code o dentro Codex, le schede si creano da lì. Io faccio il brainstorming nello strumento dove sto già lavorando, poi chiedo di riversare tutto in Multica, e me le ritrovo nella bacheca già assegnate. Le scrive meglio di come le scriverei io a mano.

Cosa c’è dentro un agente di Multica?

Un agente è una scheda di configurazione, e si compone di tre parti. La prima è l’identità: nome, descrizione, immagine, il runtime su cui gira e il modello che usa. La seconda è il perimetro, cioè le istruzioni: cosa può fare, cosa non deve fare, quali fonti può leggere, come consegna. La terza sono gli attrezzi: le skill, che sono procedure riutilizzabili, e i connettori MCP.

Multica agenti AI: le tre parti che compongono un agente, identita' con nome runtime e modello, perimetro con istruzioni e divieti, attrezzi con skill e connettori MCP
Un agente si compone di tre cose. La seconda, il perimetro, e’ quella che decide la qualita’ del lavoro.

Sui connettori c’è una distinzione che all’inizio confonde. Alcuni si collegano dentro Multica, altri arrivano ereditati dal runtime: se il tuo Claude Code locale ha già i connettori per Analytics, per la posta o per gli strumenti che usi, l’agente che gira su quel runtime se li ritrova. Non è immediato da afferrare, ma è il motivo per cui io dentro Multica non ho collegato quasi niente: era già tutto configurato sulla mia macchina.

Il perimetro è la parte su cui torno più spesso. Me ne sono accorto quando ho assegnato all’agente che segue le mie finanze una scheda in cui gli chiedevo un parere sul prezzo di una nuova offerta. Ha messo la scheda in stato bloccato e ha risposto che la richiesta non rientrava nel suo mandato di agente amministrativo. Aveva ragione: quello è un lavoro da vendita, non da contabilità. Un agente scritto bene dice di no, e quel no mi ha detto che mi manca un agente, non che ne ho uno difettoso.

Quando conviene creare una squadra invece di un agente solo?

La squadra serve quando un lavoro attraversa più competenze. Nella mia c’è un agente leader che fa da regia e raccoglie il materiale, e sotto di lui gli agenti verticali, uno per canale: blog e newsletter, YouTube, LinkedIn, WhatsApp. Il leader non è verticale su niente, e proprio per questo può smistare.

C’è un dettaglio della configurazione che è meglio sapere prima: le istruzioni della squadra si sommano a quelle del leader quando assegni una scheda al gruppo invece che a un singolo. Sono poche righe, ma decidono come viene ripartito il lavoro, quindi non è un campo da riempire in fretta.

Il consiglio che darei a chi parte oggi è di non costruire l’organigramma prima di aver capito lo strumento. Due o tre agenti, quelli che coprono le cose che fai tutti i giorni, e per un po’ nessun leader. Io il leader l’ho aggiunto dopo, quando ho visto quali passaggi facevo sempre a mano.

Come si passa il lavoro a un agente?

Ci sono quattro strade, e non sono intercambiabili. Cambiano per quanto contesto porti con te e per quanta traccia lasci dietro.

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ModoQuando lo usoCosa lascia dietro
Scheda assegnataLavoro definito, con una consegnaScheda, commenti, registro di esecuzione
Menzione in un commentoTirare dentro un secondo agente su un lavoro già apertoTutto nel thread della scheda
Chat direttaBrainstorming, domande, verifiche velociConversazione archiviabile, fuori dalla bacheca
AutopilotCose ricorrenti, tipo il report settimanaleUna scheda nuova a ogni esecuzione

Gli autopilot sono la parte che mi ha cambiato la settimana più di tutte. Sono automazioni pianificate: l’analisi SEO del lunedì, il referto sulle finanze, il radar dei contenuti ogni tre giorni. Non chiedono niente a nessuno, partono e basta, e quando apro la bacheca il lavoro è già lì che aspetta una lettura.

Ci sono poi le quick action, che sono automazioni con innesco manuale: le prepari una volta, poi le lanci con un clic dalla scheda. La più utile che ho in mente è quella di squadra: dai un argomento alla scheda, premi il pulsante, e ogni agente verticale tira fuori il contenuto per il proprio canale, ciascuno con le proprie skill e i propri connettori. Sono cinque configurazioni diverse che lavorano sulla stessa fonte, ognuna con le sue regole, invece di un solo modello che rigira lo stesso testo cinque volte.

Multica agenti AI: il percorso di una issue, dall'apertura alla presa in carico dell'agente, all'esecuzione sul computer collegato, fino alla revisione umana
Il giro completo: la scheda parte da te e torna da te. In mezzo l’agente lavora sulla macchina che hai collegato.

Qualunque strada scegli, il giro si chiude sempre allo stesso modo: il lavoro finito va in revisione, non in produzione. Nel progetto lo chiamano review gate ed è una scelta di impostazione, non un’opzione da attivare. Chi decide cosa esce sei tu.

Quanto costa Multica e cosa mostra il pannello Analytics?

Qui serve precisione, perché è il punto su cui girano più imprecisioni. Al 28/08/2026 su multica.ai non esiste una pagina prezzi pubblica. Il sito propone una prova gratuita e un contatto commerciale, la documentazione di self hosting cita un servizio Multica Cloud, e la licenza dice che l’uso interno a una singola organizzazione non richiede licenza commerciale. Tradotto: scaricare l’applicazione e far girare tutto sulla propria macchina non ha un costo di licenza, mentre sul resto il listino non è pubblicato.

Quello che paghi in ogni caso sono i modelli, e li paghi dove li pagavi prima. Multica usa l’abbonamento della CLI che hai già attiva, quindi il conto arriva da lì e non cambia natura. Se non hai idea di quanto pesi quella voce, ne ho scritto in quanto costa Claude Code a un professionista e nel conto complessivo di uno stack AI professionale.

Il pannello Analytics mostra quanto ha consumato ogni agente, in token, con accanto una stima in euro. Sul mio l’agente del blog è quello che pesa di più, con circa 90 milioni di token e una stima intorno ai 74 euro. Quei 74 euro non li ho pagati: è una valorizzazione del consumo, non una fattura, perché l’esecuzione passa dall’abbonamento. Vale comunque come segnale, perché ti dice dove sta finendo il lavoro pesante e ti fa domandare se quell’agente lo hai impostato bene.

Le analytics le uso per governare gli agenti, più che per tenere i conti. Guardo chi lavora troppo poco e mi chiedo se serve, guardo chi fallisce spesso e vado a rileggergli le istruzioni.

Multica è davvero open source?

Il codice è pubblico e installabile sulla propria infrastruttura, e il repository ufficiale è uno dei più seguiti della categoria: oltre 48.000 stelle e più di 6.000 fork al 28/08/2026, con il progetto aperto a gennaio 2026 e un ritmo di rilasci quasi quotidiano, 19 versioni nel solo mese di agosto. Il backend è in Go, il frontend in Next.js, i dati stanno su PostgreSQL.

La licenza però non è una licenza open source in senso stretto. Si chiama Multica License ed è il testo di Apache 2.0 con due condizioni aggiuntive. La prima vieta di offrire Multica come servizio ospitato a terzi, o di incorporarlo in un prodotto commerciale, senza una licenza commerciale, e la restrizione vale anche se il servizio è gratuito. La seconda vieta di rimuovere logo, nome e note di copyright dall’interfaccia. L’uso interno a una singola organizzazione, anche con più spazi di lavoro, resta libero.

La formula corretta, quindi, è codice disponibile con licenza aperta e condizioni, non software libero. Per chi lo usa nel proprio studio la differenza è teorica. Per chi pensava di rivenderlo ai propri clienti come piattaforma, no.

Ha senso anche se usi già Notion, Trello o un sistema tuo?

Io il sistema mio ce l’ho: si chiama Orbit, l’ho costruito con Claude Code e ne ho raccontato la storia in questo articolo. Multica fa in parte le stesse cose, e non ho spento niente per provarlo. È il modo che consiglio anche a chi mi chiede se deve cambiare tutto: si affianca per qualche settimana a quello che già usi, e si vede se regge.

Il criterio per decidere è semplice e non riguarda le funzioni. Se hai un solo agente e ci parli dal terminale, Multica ti aggiunge un livello che non ti serve. Se ne hai tre o più, se ti capita di non ricordare quale ha prodotto un certo file, se qualcuno oltre a te deve vedere lo stato dei lavori, allora la bacheca condivisa smette di essere un vezzo.

Restano due limiti dichiarati dal progetto stesso. L’app per iPhone oggi si compila dai sorgenti e non è sull’App Store. Documentazione e interfaccia, nella versione che ho provato, sono in inglese. Nessuna delle due cose mi ha fermato, ma è meglio saperlo prima di scaricare.

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FAQ

Che differenza c’è fra issue e task in Multica?

La issue è la scheda di lavoro, cioè quello che chiedi e che resta sulla bacheca con i suoi commenti. Il task è la singola esecuzione dell’agente su quella scheda, con il suo registro, il suo stato e i suoi eventuali tentativi ripetuti. Una scheda può contenere più esecuzioni.

Serve saper programmare per usare Multica?

Per usare la bacheca no, somiglia a un gestionale di progetti qualsiasi. Serve però una minima dimestichezza con il terminale nella fase iniziale, perché sulla macchina che esegue devi avere installata e autenticata almeno una CLI di agente come Claude Code o Codex. L’app desktop riduce il resto a qualche clic.

I miei file escono dal mio computer?

Gli agenti eseguono sul runtime che colleghi tu, quindi il lavoro sui file avviene su quella macchina. La piattaforma può girare anche interamente sulla tua infrastruttura, perché il progetto è self ospitabile. Resta il fatto che il modello riceve quello che l’agente gli passa: se apri file riservati, il contenuto arriva al fornitore del modello.

Multica funziona con l’abbonamento o servono le chiavi API?

Funziona con la CLI già autenticata sulla macchina, quindi con l’abbonamento che stai usando. Multica non fornisce modelli e non sostituisce il tuo fornitore.

Si può usare in un team con persone vere e non solo con agenti?

Sì. I membri hanno ruoli owner, admin e member, e persone e agenti compaiono nello stesso elenco degli assegnatari. Con più persone dentro conviene creare le schede dall’interfaccia invece che dal terminale, così restano leggibili a tutti.

Cosa succede quando un agente fallisce un lavoro?

L’esecuzione fallita viene ritentata in automatico oppure si ferma dichiarando il motivo, e in entrambi i casi resta il registro di quello che ha eseguito. Nella mia esperienza le cause più frequenti sono banali: crediti finiti sul fornitore del modello, oppure istruzioni che chiedono all’agente qualcosa fuori dal suo perimetro.

Fonti

Continua altrove

Massimiliano Pioli, AI Strategist e formatore
Massimiliano Pioli
Divulgatore di Intelligenza Artificiale

Divulgo l’intelligenza artificiale con un approccio pragmatico. Su questo blog, su Substack, YouTube, WhatsApp e nel mio podcast Cronache di Intelligenza Artificiale racconto come uso davvero l’AI nel lavoro quotidiano: produttività per professionisti, ecosistema Google AI (Gemini, NotebookLM, AI Studio), Claude Cowork e Claude Code. Non racconto l’AI come magia: non ti dà il talento che non hai, ma può moltiplicare quello che sai già fare.