Negli ultimi mesi mi sono costruito da solo un gestionale che mi organizza tutta la vita professionale e personale: clienti, task, eventi, collaborazioni, email di lavoro, finanza, contenuti, news AI e perfino palestra, yoga e golf. Si chiama Orbit, l’ho creata con Claude Code partendo da zero e non sono uno sviluppatore. Questo articolo è il dietro le quinte di come è fatta, così puoi rifarti la tua.
La risposta breve a “si può creare un’app del genere senza saper programmare?” è sì. Orbit è una pagina web pubblicata su Vercel, appoggiata a un database Supabase, con dentro nove agenti AI che lavorano per me e un piccolo job locale che fa da fattorino. Il costo per mantenerla è praticamente zero. Sotto ti spiego ogni pezzo con parole semplici.

Cos’è Orbit e perché l’ho creata?
Orbit è la mia piattaforma agentica personale. Tradotto: un cruscotto dove tengo sotto controllo il lavoro e la vita, e dove a fare il lavoro pesante sono degli agenti AI con un nome e una faccia. L’idea non è nata da un progetto a tavolino. Mi stavo allenando con Claude Code, volevo ricreare un’app di to-do list che pagavo circa 60 euro l’anno, e una funzione dopo l’altra, nel giro di tre settimane, è diventata Orbit.
Il punto che mi preme di più è questo: il valore non è l’app finita, è il fatto di costruirla. Mentre la crei e la ottimizzi, alleni le tue competenze e liberi la tua creatività. Per questo dico di non copiarmi, ma di farti la tua versione, con il nome che vuoi.
Si può creare un’app con Claude Code senza saper programmare?
Sì, e il modo migliore per iniziare è ricreare app che già usi. C’è un’app per prenotare le call che costa una quindicina di euro al mese? Prova a rifarla. Paghi un gestionale di to-do list? Ricostruiscilo. Io ho iniziato così, e in un paio d’ore avevo una copia funzionante della mia app dei task.
La regola che mi ha cambiato il modo di lavorare è una sola: fatti spiegare quello che fai. Claude ti scrive il codice e te lo fa funzionare, ma se non gli chiedi “come l’hai fatto, spiegamelo in parole semplici”, non impari niente. Fatti fare le cose, ma fattele anche raccontare. È lì che cresci.
Quanto costa far girare un’app fatta con Claude Code?
Quasi niente, se eviti la trappola delle API a consumo. Il trucco è non chiamare modelli AI a pagamento dentro l’app. Tutto il ragionamento degli agenti gira dentro Claude Code, che uso già con il mio abbonamento. L’unico requisito è un computer sempre acceso che faccia da motore.
| Voce | App in abbonamento | Orbit |
|---|---|---|
| Costo mensile | da 5 a 15 euro per app | 0 euro |
| Database | incluso nel canone | Supabase, piano gratuito |
| Pubblicazione | gestita dal fornitore | Vercel, piano gratuito |
| Intelligenza | API a consumo nel prezzo | Claude Code, abbonamento già attivo |
| Requisito | nessuno | un computer sempre acceso |
Il compromesso è che le richieste non sono istantanee, ma arrivano al massimo dopo dieci minuti. Per come lavoro io non cambia niente, e mi tengo i soldi in tasca.

Come funziona Orbit dietro le quinte?
Il giro è sempre lo stesso, e una volta capito è semplicissimo. Scrivo a un agente dentro Orbit, la richiesta va in coda su Supabase, un job locale che ho chiamato Willie la ritira e la porta dentro Claude Code, Claude ragiona, la risposta torna su Supabase e io la rivedo nell’app. Willie non è un agente: è uno script sul mio Mac che passa ogni dieci minuti a ritirare i pacchi, come un fattorino.
Orbit è fatta di tre strati: la pagina web che vedo e tocco, il database Supabase dove vivono dati e memoria, e gli agenti AI che ragionano dentro Claude Code. Vercel è la vetrina che pubblica l’app anche da smartphone, mentre i job locali girano con launchd sul Mac, a orari studiati per non intrecciarsi.


Messa giù così sembra complicata, ma il giro completo di un comando è sempre lo stesso: io scrivo, la richiesta va in coda, Willy la ritira, Claude ragiona e la risposta torna nell’app.

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Per una persona come me, dare un nome e una faccia agli agenti ha fatto la differenza. Claude Code, esteticamente, è un terminale: brutto e macchinoso. Orbit trasforma tutto quel tecnicismo in qualcosa di visibile e piacevole. Ogni agente ha la sua scheda con cosa fa, cosa non fa, gli obiettivi, la sua conoscenza in un file dedicato e la memoria degli ultimi scambi. Girano tutti con il modello Opus, e ho dato a Orbit la regola di usare sempre l’ultima versione disponibile.

Gli agenti non lavorano da soli, si parlano tra loro. Rory è al livello 1 e interagisce con tutti: la mattina incrocia calendario e task e mi prepara il piano. Quando gli chiedo qualcosa che riguarda lo sport, riconosce che la responsabile è Venere e le gira il messaggio. Tiger, che gestisce il personal brand, parla con Tommy che conta i post pubblicati e con Piero che porta le notizie. Ognuno parla con chi lo aiuta a fare meglio il suo lavoro.
| Agente | Si occupa di |
|---|---|
| Rory | Piano della giornata e della settimana, regista di tutto |
| Eva | Mette ordine nei task e fa quadrare gli orari |
| Tiger | Personal brand e contenuti sui canali |
| Tommy | Conta e archivia i post pubblicati |
| Piero | Notizie AI dalle migliori testate |
| Jordan | Contratti, soldi e fatture, collegato a Fatture in Cloud |
| Scotti | Clienti |
| Matt | Email di lavoro e collaborazioni |
| Venere | Palestra, yoga e golf |
Cosa fa Orbit ogni giorno?
La home è la prima cosa che vedo al mattino, con il caffè. Rory mi dà il piano e i consigli, Eva gli prepara il lavoro sporco generando i task di oggi, e di fianco ho le notizie selezionate da Piero. Da lì scendo nelle altre aree.
- Inbox e calendario. Tutti i task con la faccia dell’agente che li segue, e un calendario sincronizzato in due direzioni con Google Calendar tramite un job dedicato.
- Finanza. Jordan tiene contratti e incassi, fa previsioni ed è collegato a Fatture in Cloud, dove può preparare le fatture in bozza.
- Collaborazioni ed email. Matt legge le email di lavoro, prende in carico solo quelle delle collaborazioni e mi prepara la bozza di risposta dentro Gmail, che poi rivedo e invio a mano.
- Pipeline contenuti. Tommy tiene il conto dei post per canale. Per i canali leggibili da fuori, come YouTube, usa le API gratuite; per Instagram e TikTok si appoggia ad Apify restando sotto i 5 euro gratuiti al mese.
- Studio spunti. Ogni giorno legge i commenti sotto i miei video di YouTube e li trasforma in spunti di contenuto, divisi in tensione, aggancio e domanda.
- Ecosistema e torre di controllo. Una sezione dove controllo che sito, database, tabelle e job siano tutti verdi, con i test automatici, le skill, gli MCP e le automazioni sotto controllo.
C’è anche una seconda app, Orbit Chat, in stile messaggistica, che uso al volo dal telefono e che mi manda le notifiche. Stesso motore, faccia diversa.
Perché vale la pena costruirsi la propria Orbit?
Non perché ti serva esattamente la mia. Perché costruirla ti migliora. Quando crei una cosa tua, ci riversi le tue competenze, i tuoi errori e il tuo modo di lavorare, e ogni funzione che aggiungi è un piccolo allenamento. Orbit non sarà mai finita: continuo a modificarla, ed è esattamente il punto. Il consiglio è non immaginarla con una fine, ma come una cosa che migliora insieme a te.
FAQ
Orbit è un gestionale agentico personale che Massimiliano Pioli ha creato con Claude Code partendo da zero, senza essere uno sviluppatore. Organizza clienti, task, eventi, collaborazioni, email, finanza, contenuti, news AI e attività fisica, facendo lavorare nove agenti AI.
Sì. Il modo migliore per iniziare è ricreare app che già usi, una funzione alla volta, e farsi spiegare da Claude come ha fatto. Orbit è nata così, ricreando un’app di to-do list a pagamento.
Praticamente zero. Il database è su Supabase nel piano gratuito, la pubblicazione è su Vercel nel piano gratuito e l’intelligenza gira dentro Claude Code con l’abbonamento già attivo, senza API a consumo. L’unico requisito è un computer sempre acceso.
Willy non è un agente ma un job locale, uno script sul Mac che ogni dieci minuti ritira le richieste lasciate in coda su Supabase, le porta dentro Claude Code e riporta indietro le risposte. È il meccanismo che tiene tutto gratuito.
Su tre pilastri: Vercel come vetrina che pubblica l’app anche da smartphone, Supabase come database e memoria, e Claude Code come motore che fa ragionare gli agenti. I job ricorrenti girano in locale con launchd.
Nove, ognuno con un nome, una faccia e una responsabilità: Rory (piano della giornata), Eva (ordine nei task), Tiger (personal brand), Tommy (archivio contenuti), Piero (notizie AI), Jordan (finanza), Scotti (clienti), Matt (collaborazioni ed email) e Venere (sport).
Perché rende leggibile il tecnicismo. Claude Code è un terminale poco intuitivo: trasformare ogni agente in una scheda con nome, faccia, compiti e obiettivi permette di leggere il sistema invece di doverlo chiedere ogni volta.
Fonti
- Claude Code, documentazione ufficiale Anthropic
- Supabase, piani e piano gratuito
- Vercel, piani di pubblicazione
- Apify, crediti gratuiti mensili
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Articolo scritto con il supporto dell’intelligenza artificiale, sotto la mia supervisione. La responsabilità di quello che leggi è mia.

