Cosa ottieni: un prompt da adattare al tuo lavoro, criteri per scegliere strumenti e parole da riusare nelle ricerche.
Per trovare strumenti utili con Claude e Codex, parto da un’intervista sul mio lavoro. Faccio leggere il contesto disponibile, chiedo una domanda alla volta e lascio partire la ricerca solo dopo aver chiarito che cosa mi serve.
Ho raccontato questo approccio in un post su LinkedIn. L’interrogazione mi ha aiutato anche a raccogliere tanti termini utili per le ricerche future, comprese quelle manuali. Tra i risultati c’è stato Skills Manager, un progetto trovato su GitHub che ho poi iniziato a personalizzare.
Che cosa faccio leggere prima dell’intervista?
Nel mio workspace, cioè la cartella in cui organizzo il lavoro, Claude e Codex possono trovare informazioni su di me, i clienti, i progetti e gli strumenti che uso. Questo contesto va letto: non basta presumere che l’assistente ricordi tutto.
Prima di cercare qualcosa di nuovo, gli chiedo di controllare quello che ho già. Potrei avere una skill, una procedura riutilizzabile dall’assistente, oppure un plugin adatto al problema.
Se parti da una chat senza accesso ai tuoi file, prepara una breve descrizione del lavoro e degli strumenti disponibili. Specifica anche quali attività ti fanno perdere tempo. L’intervista deve partire da informazioni che l’AI può effettivamente consultare.
Come imposto l’intervista con Claude e Codex?
La richiesta centrale è: fammi anche le domande che da solo non saprei farmi. Una domanda alla volta mi permette di rispondere bene e correggere subito una direzione sbagliata.
Nel mio prompt ho fissato un massimo di 10-12 domande. È un limite pratico: se ci sono già abbastanza elementi, ci si ferma prima. Alla fine voglio poche aree prioritarie e una spiegazione di che cosa avrebbe senso cercare per ciascuna.

Quale prompt puoi adattare al tuo lavoro?
Questo è il mio prompt, nato per il mio modo di lavorare. Usalo come punto di partenza e adattalo a te: cambia il contesto, le attività, gli strumenti che usi e i problemi che vuoi affrontare.
Voglio capire se ci sono repo GitHub e Hugging Face open source che possano cambiarmi il modo di lavorare. Prima di cercare, però, fammi un’intervista.
Prima di tutto leggi i file su chi sono, clienti, canali e progetti in corso. Poi controlla cosa uso già (skill, plugin, MCP), così non mi riproponi strumenti che ho.
Poi fammi domande, una alla volta, con i bottoni quando si può. Voglio capire:
– dove perdo più tempo ogni settimana, cosa faccio a mano che potrei automatizzare;
– cosa mi blocca oggi su reel, montaggio video, contenuti, clienti, gestione del sistema;
– quali aree non ho considerato: fammi tu le domande che io non saprei farmi.
Fermati quando hai abbastanza elementi, al massimo dopo 10-12 domande. Poi dammi le 3-5 aree dove una repo fa davvero la differenza, cosa cercare esattamente per ognuna, e dove invece basta uno strumento che ho già.
Non cercare niente finché non ti dico io di partire.
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Quando descrivo un problema con parole mie, non sempre conosco il nome della categoria di strumenti che lo affronta. L’intervista mi ha dato un lessico da riutilizzare: posso cercare autonomamente, confrontare risultati e formulare richieste più precise.
Nel documento dell’intervista del 24 settembre ho raccolto questi 21 termini di ricerca, divisi in cinque aree. Li riporto tutti, nelle formulazioni originali, così puoi usarli come punto di partenza anche nelle ricerche manuali su GitHub, Hugging Face o un motore di ricerca.
| Area di lavoro | Termini di ricerca emersi |
|---|---|
| Trasformare un lavoro riuscito in una demo ripetibile | session provenance, workflow capture, reproducible demo, tutorial generation, agent session export |
| Ritrovare animazioni e progetti in un archivio visuale | local media asset manager, semantic video search, motion component library, asset provenance |
| Analizzare un video di riferimento e il suo movimento | video temporal understanding, motion analysis, reference based animation, video embeddings |
| Organizzare le skill e seguire le sessioni | agent skills manager, skill evaluation, agent session dashboard, cross agent skill sync |
| Lavorare dal telefono e consegnare i file | self hosted media review, mobile approval workflow, remote agent session, Telegram media delivery |
Queste aree nascono dal mio lavoro. Scegli quelle pertinenti al tuo e chiedi all’AI di spiegarti i termini che non conosci. Sono parole chiave da provare, non nomi di strumenti né garanzie di trovare la soluzione giusta.
Come sono arrivato a Skills Manager?
Sapevo già che mi serviva un gestore delle skill. L’intervista ha rimesso a fuoco quel bisogno e la ricerca ci ha portati a Skills Manager, repository di xingkongliang: un’app desktop per organizzare le skill e gestirle tra diversi strumenti AI.

Per vedere il progetto originale su GitHub, clicca qui.
Da quella base ho iniziato a lavorare su una mia versione, un fork: una copia del progetto in un repository separato, su cui sviluppare modifiche.
Volevo l’interfaccia in italiano, la possibilità di eliminare più skill insieme e un’indicazione dell’ultimo utilizzo. L’eliminazione in blocco è già prevista dal progetto originale; nel mio percorso rientra nelle funzioni che volevo avere a disposizione. Le personalizzazioni comprendono la traduzione italiana e la lettura degli utilizzi registrati.
Su quest’ultimo punto c’è un limite concreto: il mio monitoraggio legge il registro di Claude Code. Se una skill non compare, significa che non è stata osservata in quel registro, non che non l’abbia mai usata. La versione personale è ancora in lavorazione.

Quando conviene rifare questo controllo?
Io credo che un’intervista del genere vada ripetuta ogni tanto. Il lavoro cambia e alcune abitudini restano anche quando non aiutano più.
Puoi ripartire quando cambia un progetto o quando un’attività manuale continua a pesarti. Porta il contesto aggiornato, rileggi le priorità emerse e scegli da quale problema cominciare.
Lavoro con aziende, liberi professionisti e gruppi partendo dai processi che avete già, non da corsi preconfezionati. Ci parliamo e capiamo se ha senso lavorare insieme.
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