Come scrivere prompt migliori per Opus 5.5 e Fable 5.1?

Guida ai prompt per Claude Opus 5.5 e Fable 5.1, con loghi Claude e Anthropic

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Un percorso per adattare le richieste a Opus 5.5 e Fable 5.1, con criteri, diagrammi e un prompt da usare nel tuo lavoro.

Se passi a Opus 5.5 o Fable 5.1, non devi riscrivere tutti i prompt. Le guide ufficiali per Opus 5.5 e Fable 5.1 dicono che i prompt delle rispettive versioni 5 dovrebbero funzionare bene senza modifiche. Parti da un problema osservato, poi cambia l’istruzione pertinente.

La distinzione è importante: ci sono principi generali per Claude, indicazioni nate per Opus 5 e indicazioni nate per Fable 5. Le pagine delle nuove versioni presentano quelle guide precedenti come punto di partenza, ma segnalano differenze specifiche. Qui trovi decisioni pratiche per documenti, ricerche e lavori con più passaggi, con il modello indicato dove conta.

Che cosa cambia nelle versioni attuali?

Opus 5.5: la guida aggiornata invita a provare prima i prompt già usati con Opus 5. Se tempo e costo sono eccessivi per il compito, valuta effort nel prodotto o nell’API che lo espone. Per una risposta più corta, chiedi invece un formato e una lunghezza precisi. Sono due leve diverse.

Fable 5.1: anche qui i prompt per Fable 5 restano il punto di partenza secondo la guida aggiornata. Nei lavori lunghi con strumenti, il modello può dare meno aggiornamenti visibili fra un’azione e l’altra: se ti servono, specifica quando e che cosa deve comunicare. Un aggiornamento non sostituisce la prova che un’azione sia stata eseguita.

I consigli che seguono citano la versione 5 quando provengono da quella pagina. Applicali alle versioni nuove come punto di partenza, poi osserva l’esito sul tuo caso. Non attribuire automaticamente ogni comportamento a tutta la famiglia Claude 5.

Quali tre mosse seguo con Opus 5.5 e Fable 5.1?

Parti da una richiesta chiara. Scrivi che cosa vuoi ottenere, quali materiali Claude deve usare e come deve consegnarti il risultato. Non serve una formula magica: serve dare a Claude il contesto che manca.

Controlla il lavoro mentre procede. Se il compito è lungo e Claude usa strumenti, chiedi un breve aggiornamento. Così puoi capire se ha seguito la strada giusta prima di lasciarlo continuare.

Cambia solo ciò che osservi davvero. Se un prompt che usavi con la versione precedente funziona, tienilo. Se vedi risposte troppo lente, costose o poco chiare, correggi quel punto e riprova. È il criterio suggerito dalle guide ufficiali per Opus 5.5 e Fable 5.1.

Cosa evitare di chiedere a Opus 5.5?

Anthropic segnala che Opus 5.5 può rifiutare richieste di esporre il ragionamento interno. Per capire una risposta, chiedigli invece di spiegare in modo verificabile quali passaggi ha svolto, quali fonti ha usato, quali ipotesi ha fatto e dove restano dubbi. La guida ufficiale spiega anche come regolare lo sforzo quando tempi o costi non sono adatti al tuo lavoro.

Come chiedo aggiornamenti a Fable 5.1?

La documentazione ufficiale dice che, durante i lavori lunghi con strumenti, Fable 5.1 può dare meno aggiornamenti spontanei. Se vuoi sapere a che punto è, chiedilo esplicitamente. Puoi copiare questa frase e adattarla:

Se il lavoro richiede più passaggi, aggiornami dopo ogni fase importante. Dimmi che cosa hai completato, che cosa stai per fare e se c’è una scelta che devo approvare prima di proseguire.

Se usi Claude tramite API, conta anche l’interfaccia: il tuo client deve mostrare gli eventuali blocchi di ragionamento. Un prompt da solo non può correggere una visualizzazione che li nasconde.

Che cosa faccio quando Claude mi aggiorna?

Leggi l’aggiornamento come un punto di controllo. Se il lavoro è nella direzione giusta, conferma e lascia proseguire. Se vedi un errore, fermalo e indica quale passaggio correggere prima di continuare. Intervenire prima può evitare lavoro inutile e, nelle attività a consumo, anche token spesi per proseguire sulla strada sbagliata. È un consiglio pratico, non una promessa di risparmio garantito da Anthropic.

Diagramma: un compito completo per Claude include risultato, materiali e verifica
Un compito completo specifica risultato, materiali e criterio di verifica.

Come descrivo il lavoro completo?

Obiettivo
quale risultato deve consegnare Claude?
Contesto
a chi serve e per quale decisione?
Materiali
quali file e fonti può usare?
Vincoli
che cosa deve rispettare, e dove deve fermarsi?
Fine
quale prova concreta dimostra che il lavoro è concluso?

Per i compiti complessi svolti da un agente, Anthropic consiglia di dare a Opus 5 la specifica completa all’inizio. Questo non significa nascondere passaggi obbligatori. Se devi esaminare le fonti prima di scrivere, o ottenere un’approvazione prima di inviare, metti l’ordine nella richiesta: le buone pratiche ufficiali lo raccomandano quando sequenza e completezza contano.

Per esempio, «analizza questi documenti» lascia aperti risultato e criteri. «Confronta i tre documenti allegati, segnala le differenze con il numero di pagina e consegna una tabella senza inviarla» dice che cosa produrre e dove fermarsi. È un esempio ipotetico, da adattare alle tue fonti.

Quando gli chiedo di farmi domande?

Quando serve
manca una scelta che cambierebbe il risultato, per esempio il destinatario di un documento.
Scrivi così
«Fammi solo le domande decisive. Se hai già abbastanza informazioni, procedi».
Quando evitare
se obiettivo, destinatario e vincoli sono già chiari, un’intervista obbligatoria rallenta il lavoro.

Non esiste una regola di Anthropic che imponga di farsi intervistare in ogni chat. La domanda pratica è: manca davvero una decisione che solo tu puoi prendere?

Quali verifiche mantengo?

Su Opus 5
evita l’istruzione generica «ricontrolla tutto più volte» ripetuta in ogni prompt. Anthropic spiega che Opus 5 tende già ad autocorreggersi e quelle istruzioni possono aumentare il lavoro senza migliorare il risultato.
Nel lavoro reale
conserva controlli sulle fonti, test del codice e revisione umana quando la decisione lo richiede.
Scrivi così
«Confronta le cifre con il documento allegato e indica quelle che non riesci a verificare».

La differenza è il criterio. «Controlla meglio» non dice che cosa sia corretto. «Mostra la fonte di ogni cifra» produce qualcosa che puoi esaminare. Nei lavori lunghi, la guida per Fable 5 chiede anche di fondare i progressi sui risultati degli strumenti, non sulle sole frasi «ho finito».

Verifica mirata o istruzione vaga: confronto fra controlli ripetuti e controlli su cifre e lacune
Le verifiche mirate hanno un criterio concreto.
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Come regolo lunghezza, costo e delega?

Risposta visibile
se vuoi poche righe, chiedi poche righe o un formato preciso. Per Opus 5, diminuire effort non accorcia in modo affidabile il testo che leggi.
Effort
è un’impostazione dei modelli supportati tramite API; regola il lavoro del modello e incide su tempo e token. Anthropic consiglia di scegliere il livello in base a prove sul proprio caso d’uso.
Subagenti
sono agenti separati a cui Claude delega una parte del lavoro. Nei sistemi che li supportano, riservali ad attività ampie e indipendenti. La guida Opus 5 suggerisce criteri o limiti quando il costo conta.
Se vuoi…Intervieni su…
Una risposta più breveFormato e lunghezza chiesti nel prompt
Bilanciare qualità, tempo e tokenEffort, se hai accesso all’impostazione
Limitare il lavoro paralleloCriteri e limiti per i subagenti, se disponibili

Se usi solo la chat, la prima leva è già sufficiente: chiedi la forma della risposta. Effort e limiti ai subagenti entrano in gioco quando hai accesso alle relative impostazioni o a un ambiente agentico. Non servono a rendere più breve un normale messaggio.

Diagramma delle tre leve distinte: lunghezza della risposta, effort e subagenti
Lunghezza, effort e delega sono decisioni diverse.

Che cosa conviene ricordare fra un lavoro e l’altro?

Su Fable 5
nelle attività lunghe, confronta ciò che l’agente dice di aver fatto con i risultati degli strumenti. Anthropic segnala anche rari casi in cui il modello si ferma dopo aver annunciato il prossimo passo: la risposta va distinta dall’azione eseguita.
Memoria
per lavori che si ripetono, conserva lezioni brevi e riutilizzabili. Correggi quelle sbagliate ed evita duplicati: è la raccomandazione della guida Fable 5.
Confine
se un’attività richiede la tua approvazione prima di inviare, modificare o pubblicare, scrivilo esplicitamente.

Non serve creare una nota per ogni conversazione. Ha senso salvare, per esempio, un vincolo ricorrente di un progetto o una correzione che hai già dovuto ripetere. I risultati di un singolo lavoro, invece, devono restare nel relativo file o nella conversazione.

Quale richiesta posso usare come punto di partenza?

Esempio ipotetico, per una guida interna: «Prepara una guida di una pagina per i colleghi. Serve a ridurre gli errori nelle richieste ricorrenti. Usa solo i documenti allegati. Se il destinatario non è chiaro, chiedimelo; per gli altri dettagli fai una scelta ragionevole. Consegna una bozza con tre sezioni e una tabella. Per ogni cifra, indica il documento da cui proviene. Segnala ciò che non puoi verificare. Fermati prima di inviare o pubblicare».

Il prompt funziona come traccia di lavoro: risultato, motivo, materiali, incertezze decisive, verifica e limite operativo. Puoi togliere le parti che non servono al tuo compito. Se stai lavorando a una risposta semplice, basta una richiesta semplice.

Dove trovo le fonti e i repository citati?

Documentazione ufficiale di Anthropic:

Skill, esempi e repository citati:

Questa guida non riporta test comparativi autonomi su costi o prestazioni.

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Articolo scritto con il supporto dell’intelligenza artificiale, sotto la mia supervisione. La responsabilità di quello che leggi è mia.

Massimiliano Pioli, AI Strategist e formatore
Massimiliano Pioli
Divulgatore di Intelligenza Artificiale

Divulgo l’intelligenza artificiale con un approccio pragmatico. Su questo blog, su Substack, YouTube, WhatsApp e nel mio podcast Cronache di Intelligenza Artificiale racconto come uso davvero l’AI nel lavoro quotidiano: produttività per professionisti, ecosistema Google AI (Gemini, NotebookLM, AI Studio), Claude Cowork e Claude Code. Non racconto l’AI come magia: non ti dà il talento che non hai, ma può moltiplicare quello che sai già fare.